Il Museo "Castromediano” fu istituito nel 1868, a pochi anni dall'Unità d'Italia, per iniziativa della Provincia di Terra d'Otranto, sensibilizzata in quella direzione da ricercatori e studiosi di storia patria i quali, volendo conservare quanto veniva via via fuori dalle aree archeologiche della Provincia, reclamarono a gran voce quella istituzione.
A quegli anni datano i primi arrivi che non furono solo della Terra d'Otranto (che allora comprendeva anche le attuali provincie di Lecce, Brindisi e Taranto), ma anche di altre realtà territoriali.
Dopo oltre un secolo di presenza, anche se negli anni sono nate altre notevoli realtà museali, quello di Lecce è certamente il Museo punto di riferimento significativo per quanti hanno interesse a vedere manufatti che vanno dalla protostoria al periodo messapico, a quello greco e romano.
Il Museo "Castromediano" occupa gran parte dell'ex collegio Argento dei padri Gesuiti, una costruzione ottocentesca molto ampia, il cui ingresso principale si affaccia su viale Gallipoli.
Nella sezione riguardante la preistoria vi sono materiali rinvenuti nelle grotte del Salento, ma anche, nella sezione didattica, pannelli che il lustrano i siti con le pitture e le incisioni in essi rinvenuti.
Ricchissima, nell' Antiquarium, la collezione vascolare con vasi attici, protoitalioti e apuli. Numerose le trozzelle messapiche. Non mancano ovviamente vasi nello stile di Gnathia.
La provenienza di molti materiali è illustrata nella sezione topografica: qui la fanno da padrone Rudiae, Lupiae, Cavallino, Roca. Materiale significativo proviene da numerosi altri siti archeologici salentini (Vaste, Otranto, Muro Leccese, Ugento, etc.).
Non certamente meno interessante è la Pinacoteca, dove sono presenti, accanto ad autori locali, opere di artisti in prevalenza napoletani.
Vetri, ceramiche, bronzi, monete, possono ammirarsi nelle diverse vetrine degli ambienti museali.
Tazza dello stile di Gnathia - Trozzella messa pica