Pozzo Vecchio

Dove Mangiare

Dove Mangiare nel Salento

Dove Dormire

Dove Dormire nel Salento

Location e Resort

Location nel Salento

Eventi nel Salento

Eventi nel Salento

Non Solo Wedding...

Non Solo Wedding...

Offerte

Offerte Vacanze nel Salento

Itinerari Turistici

itinerari Turistici Lecce e Salento

Corsi di Formazione

LOAD - TRAINERS & COACHES - Corsi di formazione PNL Lecce - Brindisi e Taranto. Sezione dedicata ai corsi di formazione a Lecce, brindisi e Taranto nel Salento in Puglia - Corsi di PNL e Legge di Attrazione. Corsi di formazione PNL Lecce, Brindisi, Taranto - Salento. LOAD trainers&coaches è una presenza unica nel salento per il mondo della formazione esperienziale e dello sviluppo delle risorse umane

Agenzia Viaggi

Agenzia Viaggi i Fari del Sud Lecce. L'agenzia di viaggi "I Fari del Sud" organizzerà al meglio le vostre vacanze oppure i vostri viaggi di lavoro (Business Travel), oppure anche una semplice gita fuori porta. Inoltre si organizzano per i gruppi viaggi in bus Gran Turismo e per le giovani coppie viaggi di nozze con la possibilità di fare lista nozze in agenzia.

Siti Amici

Collegamenti Web

Salento in Tasca

SALENTO IN TASCA il settegiornale di appuntamenti, eventi, turismo, tradizioni, curiosita', locali, e tempo libero nel grande Salento

Previsioni Meteo Salento

Previsioni Meteo Salento

Mappa del Salento

Mappa Interattiva del Salento

Google AdSense



Pubblicità

Scelgo la Libertà	 Richard Bandler, Alessio Roberti, Owen Fitzpatrick Scelgo la Libertà Perchè alcune persone vivono felicemente e altre no Nlp Italy
powered_by.png, 1 kB
Home
Itinerario "Da Casalabate a Otranto" PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Chi scende nel Salento attraverso la comoda super­strada che da Brindisi porta a Lecce, volendo avere subi­to idea del mare, della cam­pagna e dell'arte di questa terra non ha che da svoltare per Casalabate.
Usciti dalla superstrada ci si immerge subito nel pae­saggio salentino: maestosi oliveti accompagneranno il visitatore verso la località turistica di Casalabate.
Lungo i pochi chilometri per ar­rivare sul litorale basso e sabbioso si incontreranno, incamminandosi nelle stra­de interpoderali, alcune masserie mentre, proseguen­do direttamente verso la marina, sulla destra, ci si imbat­terà nel complesso abbaziale di Santa Maria di Cerrate: qui, nel silenzio interrotto soltan­to dal cinguettìo degli uccel­li, si potrà ammirare la chie­sa romanica con quel che re­sta degli affreschi che un tempo dovevan coprire tutte le pareti, i due frantoi ipo­gei, il grande Museo della Civiltà Contadina, gli am­bienti che ospitavano i mo­naci e che, prima del recupe­ro e del restauro del com­plesso, erano occupati dai contadini che curavano la terra e gli animali che lì, nel­la chiesa e negli spazi adia­centi, trovavano ricovero.

Casalabate è la prima marina che si incontra scen­dendo verso San Cataldo. E' sorto da pochi anni questo centro, quasi disabitato d'in­verno, come la gran parte delle località turistiche che incontreremo, affollatissimo d'estate. Da Casalabate si scende, attraverso la litora­nea, verso Torre Rinalda, Torre Chianca e Frigole pri­ma che si arrivi a San Catal­do: la costa, punteggiata da torri intorno alle quali spes­so sono sorti centri balneari, alterna lunghi arenili ad una scogliera molto bassa. Anche il mare registra basse profon­dità e per pescare gli appas­sionati devono allontanarsi non poco dalla spiaggia. Lungo tutta questa fascia costiera imperversava la mala­ria sino ai primi decenni del secolo scorso; oggi, dopo la bonifica, parte di quelle zone paludose sono occupate da numerosi laghi costieri nei quali sfociano le acque del­l'unico vero corso d'acqua che registri il Salento, quello dell'Idume. Si tratta di sor­genti di acqua dolce, acqua solo in minima parte utiliz­zata dall'uomo. Il paesaggio, piatto per decine e decine di chilometri, è coltivato, ma in gran parte è occupato dalla macchia, dai canneti, dal bo­sco. I borghi dell'entroterra (Borgo Piave, Borgo Grap­pa, etc.), ricordano alcuni luoghi di battaglia della pri­ma guerra mondiale: essi sorsero durante il fascismo dopo che quelle aree furono bonificate e consegnate agli ex combattenti di quella guerra.

FotoIT1.1.jpg

Bacino dell'Idume, Torre Chianca - resti del molo di Adriano e il faro di San Cataldo

A pochi chilometri da Torre Rinalda vi è il boschetto di Rauccio di oltre 10 ettari, un parco oggi ben attrezzato, fitto bosco di lecci, ma non solo, con un ricco sottobosco e a tratti una intricata vegetazione. Facendo un salto nell'area si ammirerà anche la bella masseria del Cinquecento. Continuando verso sud, superato il borgo di Frigole, si arriva, dopo pochi chilometri, a San Cataldo.
Di primo acchito la località, che è tradizionalmente la spiaggia dei leccesi anche per la vicinanza (km 11 di rettilineo), sembrerebbe di grande attrattiva. In parte lo è, ma solo da alcuni anni: dispone di un porticciolo turistico di non grandi dimensioni ma attrezzato, di spiagge ampie e curate con stabilimenti balneari ben tenuti, viali alberati e un quartiere moderno di recente impianto. Dell'antico porto costruito in epoca adrianea rimangono solo pochi ruderi quasi sommersi dalla sabbia, mentre un faro, ben visibile ai naviganti del Canale d'Otranto, affianco al quale sorgeva la torre costiera, fa da guardia ai pochissimi pescatori del posto.
Scendendo verso sud, in direzione di San Foca, sempre seguendo la litoranea, attraverso fitti boschi di pino ed alti eucalipti, si arriva in territorio di Vernole e all'oasi delle Cesine, l'oasi naturale protetta che già nel 1977, secondo la Convenzione di Ramsar, venne dichiarata "zona umida di valore internazionale". L'oasi è dal 1980 "Riserva naturale di popolamento animale" e, sotto la vigilanza del Corpo Forestale dello Stato, è gestita dal WWF. L'area è vasta 620 ettari e si estende lungo la fascia costiera per circa 6 km. All'interno vi è la omonima masseria.
L'importanza dell'oasi è dovuta alla vegetazione palustre oltre che alle specie animali che in essa vivono stabilmente. Attraverso gli appositi camminamenti si possono ammirare anche rare specie botaniche come le orchidee acquatiche, il giglio d'acqua, il falasco. Abbondante la presenza nelle zone più vicine al mare del giunco e della cannuccia di palude. Tra le specie animali il rospo, la raganella, la testuggine, la biscia d'acqua. L'oasi, oltre che per tutte queste "rarità", è importantissima per gli uccelli migratori: essa infatti è una sorta di area di sosta per cormorani, falchi, anatre, aironi e tanti altri uccelli di passo. Stupendo lo spettacolo che si presenta al visitatore per il susseguirsi di specchi d'acqua dove, a volte, polle d'acqua dolce danno vivacità agli stessi. Superata l'area delle Cesine si può proseguire verso l'interno per poi riprendere la litoranea che va verso Torre Specchia e San Foca.

FotoIT1.2.jpg 

la costa a San Foca

Verso l'interno una tappa obbligata è costituita da Acaia, una delle cinque pic­cole frazioni di Vernole, inte­ressantissima per il castello, per le fortificazioni che con un ampio fossato chiudeva­no il piccolo borgo, per la struttura urbana ben defini­ta con stradine perpendico­lari tra di loro e la chiesa quasi nel mezzo del reticolo.
Il castello, oggi quasi del tutto recuperato dopo anni e anni di lavoro, fu progettato e realizzato da Gian Giacomo dell'Acaia, l'architetto militare di Carlo V, che di questo piccolissimo centro, un tempo denominato Segine, fu signore alla metà del Cinquecento. Esso sorge a sud-ovest rispetto alla città nella quale si entra dalla set­tecentesca "porta di Terra" sulla quale si erge la statua di sant'Oronzo. La pianta del maniero è trapezoidale, dei quattro angoli due sono occupati da torrioni circola­ri, uno a punta di lancia, l'angolo di sud-est, mentre il quarto angolo, quello di sud-ovest, si congiungeva alla cinta muraria. Come quest'ultima, anche il castel­lo è circondato da un pro­fondo fossato. Nel maniero si entra da un ingresso posto a nord-est, al piano superiore si accede da una scala scoperta attra­versando l'ampio atrio inter­no. Numerose e ben evidenti sono le postazioni per cannoni.
Acaia, come dicevamo, fa parte del territorio di Verno­le, uno dei feudi più vasti della provincia di Lecce. Da visitare le numerose masse­rie, molte delle quali sono tuttora attive, i frantoi (stu­pendo quello ipogeo nella piazza centrale di Vernole del 1576), nonché la campa­gna ricchissima di oliveti se­colari, di segni della civiltà contadina (muri a secco, pag­ghiare, pozzi tagliati nella roccia tufacea, etc.). A Pisignano da vedere il menhir Materdomini.

FotoIT1.3.jpg 

il Castello di Acaia

Riprendiamo la litoranea e dalle Cesine, superata Tor­re Specchia, arriviamo a San Foca, con un'altra torre restaurata anni addietro, la prima delle marine di Me­lendugno. Era un borgo di pochi pescatori sino ad una quarantina di anni addietro, oggi è un popoloso centro balneare che d'estate regi­stra la presenza di decine e decine di migliaia di turisti sia pure della provincia. San Foca, come tutta la costa me­lendugnese, ha lunghi areni­li e una complessiva bassa scogliera. Il porto, i cui lavo ri dovrebbero essere in corso di completamento, è una grandiosa opera di ingegne­ria marittima e sarà sicura­mente un ulteriore volano per lo sviluppo della econo­mia locale che già ha regi­strato ottimi risultati in que­sti ultimi anni.
Proseguendo verso sud, si incontra, a non più di tre km, la località marina di Ro­ca, un nome che evoca tanta parte della storia del Salen­to. Qui la costa è alta e fra­stagliata, ma il mare, nelle insenature che si inseguono, è davvero trasparente. Qui si fa il bagno e si naviga in mezzo a quel che è rimasto del nostro passato, un passa­to che con la passione del sa­lentino e lo scrupolo dello studioso sta cercando di fare emergere Mimmo Pagliara docente presso l'Ateneo di Lecce. I primi risultati sono già arrivati dopo le numerose campagne di scavo portate avanti negli anni.
"Emerge la storia di una città - scrisse nel 1996 sul "Corriere della Sera" Arturo Carlo Quintavalle - più volte cancellata e più volte rico­struita, dall'origine antichissima, come provano le mura enormi, trenta metri di spes­sore, e una porta dalla soglia e dagli stipiti di pietra, il cui legno si è in parte conserva­to. Siamo attorno al 1600 a. C., al tempo della civiltà cre­tese, e infatti crateri e vasel­lame di quella cultura sono stati ritrovati con pezzi bronzei e armi".

FotoIT1.4.jpg 

Roca, le mura della città medievale, la torre cinquecentesca e uno scorcio di costa

La storia di Roca parte dall'età del bronzo e arriva sino al 1544 quando Ferrante Loffredo, governatore di Ter­ra d'Otranto, decide di ab­battere la città perché dive­nuta covo di briganti. I pochi cittadini rimasti si trasferiro­no all'interno fondando Roca Nuova dove tuttora può ve­dersi il rudere di un castello a due piani, una chiesetta de­dicata a san Vito e una serie di costruzioni coeve.
E' una storia lunga e complessa, tutta documenta­ta che sta lentamente venen­do fuori e che di anno in an­no si arricchisce di nuovi particolari. Ma è la Grotta della Poesia, sempre sul promontorio di Roca, sotto la colonna che regge la statua della Madon­na, che ha dato i risultati più sorprendenti. Oggi per visi­tarla occorre scendere attra­verso scalette metalliche giù, a livello del mare; un tempo, in quella grotta, si poteva entrare solo dal mare, il "tet­to" non era ancora andato in frantumi. Là dentro, per onorare il dio Thaotor Andi­rahas, come lo chiamavano i messapi, entrarono migliaia di naviganti che parlavano lingue diverse e che utilizza­vano alfabeti diversi. Sulle pareti della grotta ci sono migliaia di iscrizioni votive, spesso sovrapposte, in mes­sapico, in greco, in latino: un grande libro che dà l'idea di come Roca sia stata frequen­tata per millenni.
A Roca si possono anche vedere i resti del castello che fece costruire Gualtiero VI di Brienne nel 1353, le fonda­menta della lunga e impo­nente cerchia muraria mes­sapica, resti di tombe, tracciati di abitazioni, grotte scavate nella roccia, una torre costiera, etc.
Lasciando Roca alle spal­ie si arriva, proseguendo sempre lungo la litoranea, a Torre dell'Orso. Dalla torre oggi restaurata, che svetta su uno dei due spuntoni che racchiudono l'ampia spiag­gia della località balneare, si può ammirare l'acqua cri­stallina dell'insenatura, l’arenile, la pineta che racchiu­de tutta intera la cala. All'al­tro angolo della insenatura, un altro alto spuntone che scende a picco nel mare, con la Grotta di san Cristoforo do­ve vi sono testimonianze protostoriche, e due fara­glioni, le cosidette "due so­relle", che sembrano fare da guardia a tutta l'insenatura.

FotoIT1.5.jpg 

Torre dell'Orso, la torre e le due sorelle

Torre dell'Orso è località ricca di luoghi di diverti­mento e svago, di incontri estivi; molti i villaggi, alcu­ni, in verità, piuttosto di­stanti dal mare: tutti offrono servizi di buona qualità.
Subito dopo, a non più di 3 km verso Otranto, supera­to il complesso di Torre Sa­racena, svoltando a sinistra lungo la litoranea, un'altra insenatura, piccola, ben rac­colta: Sant'Andrea, l'ultima delle marine di Melendu­gno. Si apre tra l'alta falesia che sembra essere stata ta­gliata apposta per fare spa­zio ad una spiaggetta; a sini­stra, guardando verso il ma­re aperto, grotte scavate nel­la roccia, così come a Roca e a San Foca, che dovevan ser­vire quasi certamente ai mo­naci basiliani. Le stesse furo­no successivamente occupa­te dai pescatori del posto. Un faro indica la strada ai naviganti.
Abbiamo citato più spes­so Melendugno nel raccon­tare delle sue marine. La cit­tadina dista dal mare poco meno di 7 km e un salto è utile farlo sia per la chiesetta di San Niceta, un tempo col­legata a Casole, sia per un unicum costituito dal castello a torre dei d'Amelj: piccolo, molto elegante, con pianta a stella, con fossato e caditoie. Lungo la strada per Calime­ra, in aperta campagna, pos­sono visitarsi i due dolmen il Gurgulante e il Placa.
Riprendendo la litoranea, superata la località di San­t'Andrea, la costa, alta e frastagliata, ricca di insenature e di faraglioni, è molto suggestiva.
Inizia il territorio di Otranto: la costa è sempre alta, con calette ed arenili di grande bellezza, un'acqua sempre più limpida e tra­sparente. La macchia mediterranea con corbezzoli, gine­pri, lentischi, caprifogli, e la fitta la pineta, siamo nell'a­rea di Frassanito e dei Laghi Alimini, la fanno da padro­ne: in mezzo campeggi e vil­laggi turistici che si possono raggiungere attraversando il bosco di pini di alto fusto.

FotoIT1.6.jpg 

la costa a Sant'Andrea - scorcio di una campagna salentina

VERSO OTRANTO

Per Otranto, dopo i lagh Aliminii, mancano non più di 10 km. Il paesaggio agra­rio è ben curato, punteggiato da case coloniche che si af­facciano lungo la strada. Molte sono divenute punti­vendita dei colorotissimi prodotti ortofrutticoli dei contadini del posto: melloni, angurie, fichi, fichi d'India, peperoni, verdure varie, ci­polle, agli...
A sinistra della litoranea si incontrerà il Club Medi­terranee e il Valtur, più avanti piccoli villaggi turisti­ci in prossimità della costa e delle mille insenature. La "città dei martiri", come viene soprannominata Otranto per via degli Ottocento otrantini che furono decapi­tati sul colle della Minerva dalle scimitarre turche nel 1480, si annuncia con i ciuffi di palme che si intravedono già a qualche chilometro di distanza. Queste piante, che danno un che di orientaleg­giante alla cittadina, le ve­dremo un po' dappertutto facendo ormai parte del pae­saggio urbano; alcune sono di recente impianto, altre stanno lì da qualche secolo.

FotoIT1.7.jpg 

Otranto, particolari e panoramiche della cittadina

OTRANTO

Otranto è città che affon­da la sua origine in età prei­storica. Posta sulla punta estrema della penisola a cir­ca 70 km dalla costa albane­se, è stata frequentata sin dalla preistoria ed è stata per secoli cittadina-cerniera con l'Oriente. Il suo porto ha visto arrivare i primi greci che fuggivano dalla madre patria, gli eserciti bizantini che difendevano quella che consideravano loro terra, i monaci orientali che fuggi­vano alle persecuzioni ico­noclaste, i turchi che la vole­vano invadere, gli esuli che scappando dalla miseria pensavano e pensano alla nostra terra come a Lamerika di Gianni Amelio. Dal suo porto le legioni romane par­tirono alla conquista dell'O­riente, i Crociati alla conqui­sta della città santa di Geru­salemme. Gli scambi tra Oriente ed Occidente non potevano non passare che dal porto di Otranto e non erano solo scambi commer­ciali, ma scambi di culture, di modi di vita, di modi di pensare. Di questa cittadina hanno scritto sin dall'anti­chità classica.

Chi arriva ad Otranto ha già con sé, nella propria mente, il mito di una città an­tichissima. E in questo senso la "città dei martiri" non de­lude. Nonostante i millenni, molto è rimasto e sta tutto lì per farsi ammirare.

FotoIT1.8.jpg 

Otranto, la Cattedrale con la cappella dei Martiri e il mosaico della navata centrale

"Posso chiedere che cosa fin d'ora ha chiamata la loro prima attenzione in Otranto?", do­manda a due turiste un ta­baccaio otrantino, personag­gio inventato da Riccardo Bacchelli nel suo L'Afrodite, un romanzo d'amore (Milano, Mondadori, 1969). 

  -  Il silenzio, - risposero insieme.
  -  Già, il silenzio, rispose il tabaccaio pensoso.
  -  Il silenzio, una cosa grande - disse Imelde, una delle due turiste - e misteriosa.
  -  Il mistero si spiega col fat­to che qui la storia è presente ed esanime. Storia che fu ricca e antica, antichissima, preistori­ca, dicono le pietre e le ossa la­vorate e le pareti della grotta Romanelli; e poi, Otranto fu messapica e cretese e greca e ro­mana e bizantina, sempre co­spicuo emporio mercantile, gran porto d'imbarco al tenpo delle crociate: infine, i turchi, i turchi di Maometto II, il gran Sultano: anno 1480, mese d'a­gosto, giorni 11 e 14, vigilia dell'Assunzione di Maria: il martirio. E la storia si è ferma­ta, non è assente, ma tace e non ha moto..."

Fu proprio nel mese di agosto del 1480 che Otranto subì uno di quegli attacchi che le cambiarono la storia. Achmet Pascià, partito dalla dirimpettaia Valona con qualche centinaio di navi, approda nella vicina Frassa­nito, poi si sposta, circonda per mare e per terra la città, intima la resa e, al rifiuto di arrendersi posto agli otranti­ni asserragliati entro le mu­ra, sferra l'attacco: pesanti proiettili di pietra dura arri­vano dal cielo sulla città, sul­le case, sulle strette stradine, sulle mura e sui torrioni: era l'annuncio dell'attacco. Nel giro di un paio di settimane (dal 29 luglio al 13 agosto) i turchi prima assediano, poi espugnano il borgo e lo met­tono a sacco e fuoco.
Ottocento otrantini, che rinunciano a convertirsi al­l'Islam gridando la loro fede cristiana, furono decapitati sul Colle della Minerva là dove oggi sorge la chiesa di san Francesco di Paola. Sarà Alfonso d'Aragona, che in quegli anni era in Toscana, il quale, chiamato dal padre Ferdinando, organizza un esercito che, partendo da Ro­ca, dopo varie scaramucce, li­bererà Otranto dai turchi: era l'8 settembre del 1481. La li­bererà in modo incruento in quanto i turchi, con la morte di Maometto II detto il Fatih, non dimostrano, al momen­to, grandi interessi verso la città.

FotoIT1.9.jpg 

Otranto, la torre alfonsina e i poderosi bastioni delle mura

Fonte: CAPONE EDITORE

 

 





Segnala su OK Notizie!Digg!Reddit!Del.icio.us!Google!Live!Facebook!Technorati!Yahoo!
Ultimo aggiornamento ( Monday 05 May 2008 )
 
Pros. >
Dove Mangiare
Dove Mangiare nel Salento
Ultime Aziende Inserite
Le Grill Restaurant Le Grill Restaurant
Puglia - Lecce
[ Visite 108 ]
Pizza Loca - Pizzeria da asporto Pizza Loca - Pizzeri...
Puglia - Lecce
[ Visite 366 ]
Trattoria - Corte dei Miracoli Trattoria - Corte de...
Puglia - Lecce
[ Visite 349 ]
Dove Dormire
Dove Dormire nel Salento
Ultime Aziende Inserite
Hotel Nicolardi - Sala Ricevimenti Hotel Nicolardi - Sa...
Puglia - Lecce
[ Visite 325 ]
Residence Lupiae Residence Lupiae
Puglia - Lecce
[ Visite 900 ]
Beb - Demetra Beb - Demetra
Puglia - Lecce
[ Visite 552 ]
Location
Location nel Salento
Ultime Aziende Iserite
Kaibo - Lounge Beach Kaibo - Lounge Beach
Puglia - Lecce
[ Visite 797 ]
Zeus Beach & More Zeus Beach & More
Puglia - Lecce
[ Visite 661 ]
Masseria Caronte - Ricevimenti Masseria Caronte - R...
Puglia - Lecce
[ Visite 689 ]
    SalentoVip.it: Pizza Loca - Pizzeria da asporto
    Crazy Bull - American Restaurant
    MAD - Lounge Bar
    SalentoVip: CIBUS Mazzini - Tavola Calda, Caffetteria, Ristorante, Norcineria, Baguetteria
    Masseria Caronte - Ricevimenti
    Liquor Store
    Beb Dolce Primula
    Spirto diVino - Trattoria
    V.I.C. Restaurant - Very Important Cuisine
    Amici miei - Ristorante Pizzeria
    New Caffè Charman
    FELIX - Piazza & Grill
    Cornetteria di Notte - Lecce
    Est Cafe' 2 - American Bar
    Angels Restaurant
    Alibi - Creative Lounge - Lecce
    Oveja Negra - Pub
    Araknos Restaurant - Aradeo (LE)
    Antica Rudiae Ricevimenti - Lequile (LE)
    GOLD Restaurant
    Villa Privata Cavallino
    La Terrazza Ristorante - Ricevimenti
    Ristorante - Pizzeria da Franco - Leverano (Lecce) - SALENTO
    Imbriani 24 - Bed and Breakfast
    Zona Franca - Pub, Birreria & Pizzeria
    Pepe Nero Restaurant - Galatina (LE)
    Casale Spisari - Bed and Breakfast
    Osteria Carbinia - Cavallino (LE)
    Hostaria Corte Santa Lucia
    MyBed - Bed and Breakfast

Registrati






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati

Condividi su Facebook

Chi e' Online

Abbiamo 21 visitatori online
Appuntamenti nel Salento
Appuntamenti nel Salento
Concerti nel Salento
Concerti nel Salento
Eventi nel Salento
Eventi nel Salento
Salento VIP.it - Il Portale del Salento 2009 - 2010 on Facebook. Diventa Fan!

© 2010 Salento VIP.it
|SalentoVIP.it - P.Iva 04033500754| - Email: info@salentovip.it - Admin: Stefano Quarta
JoomSEF SEO by Artio.

*SalentoVIP.it declina ogni responsabilità per eventuali errori o variazioni nella programmazione degli eventi pubblicati.
**Segnalaci un evento nel Salento, una variazione di programma o un eventuale errore scrivendo a
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo